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Lombardi: “Sulla messa in latino il Papa non contraddice Ratzinger”

 

Dopo la nomina di un commissario per la Congregazione dei Frati Francescani dell'Immacolata e le proteste dei tradizionalisti

 

Redazione roma  

Papa Francesco non ha fatto marcia indietro rispetto alla liberalizzazione della messa in latino disposta nel 2007 da Benedetto XVI con il motu proprio «Summorum Pontificum». Lo afferma il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, spiegando che «la Apostolico per la Congregazione dei Frati Francescani dell'Immacolata riguarda la vita e il governo della Congregazione nel suo insieme e non solo questioni liturgiche.  

Il fatto che papa Francesco - ha  detto il direttore della Sala Stampa vaticana, interpellato sull'argomento - «abbia disposto che i religiosi sacerdoti della stessa Congregazione siano tenuti a celebrare la liturgia secondo il rito ordinario - a meno di esplicita autorizzazione delle competenti autorità per l'uso della forma straordinaria - non intende contraddire le disposizioni generali espresse da Benedetto XVI con il motu proprio `Summorum Pontificum´, ma rispondere a problemi specifici e tensioni createsi in questa Congregazione a proposito del rito della celebrazione della messa». Lo scopo che Benedetto XVI si era proposto - ha aggiunto padre Lombardi - «era infatti di superare tensioni e non crearne».  

La decisione di papa Bergoglio - contro la quale sono insorti alcuni gruppi tradizionalisti e che invece i religiosi hanno subito accettato. Il motu proprio «Summorum Pontificum» di Benedetto XVI ne ha invece liberalizzato l'uso nelle messe pubbliche solo se vi è questa richiesta da parte di un gruppo stabile di fedeli. Come rito proprio (dunque esclusivo) possono poi adottarlo gli Istituti religiosi e le comunità monastiche che rientrano nella comunione con Roma dopo aver partecipato allo scisma lefebvriano, e per questo sono sottoposti alla giurisdizione della Pontificia Commissione Ecclesia Dei.  

I francescani dell'Immacolata sono nati invece dopo il Concilio e inoltre un sondaggio tra i frati ha dimostrato che la maggioranza di loro desidera celebrare con il rito ordinario. Intanto i francescani dell'Immacolata hanno respinto l'iniziativa di una raccolta di firme online da presentare al prefetto della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica contro il Decreto dell'11 luglio che ha commissariato l'Istituto.